Elogio dell'invecchiamento

Il blog ufficiale del libro "Elogio dell'invecchiamento" di Andrea Scanzi, edito da Mondadori.
venerdì, 30 novembre 2007

Autointervista a Vino24 (e gli amici di Rex Bibendi)

Scaffale-vinoIl blog Vino24 mi ha chiesto di autointervistarmi, mandandomi una griglia di 30 domande da espletare in 5 minuti. Ne è nato questo video, girato nel mio studio da Massimiliano Bertozzi, che trovate qui.
Stasera sarò al Ristorante Aqaba di Sesto Fiorentino con Beppe Bigazzi. Presenteremo i nostri ultimi libri.
Devo, infine, una risposto agli amici di Rex Bibendi.
Andrea Toselli, in più forum, ha così scritto:

Sto leggendo “Elogio dell’invecchiamento” di Andrea Scanzi. Il libro rispecchia abbondantemente le ottime critiche che avevo letto e mi sento di consigliarlo a tutti, anche se mi sono letteralmente cadute le braccia quando, a pag. 94, ho letto:

“…quelli dell’AIS avevano chiuso il forum del sito ufficiale perchè era diventato un inverecondo ricettacolo di smidollati e un’anticipazione puntuale di questionari d’esami”.

Scanzi resta un’ottima penna e continuerò a leggere ben volentieri il suo libro, ma come giornalista mi ha deluso: in questo caso si è dimostrato l’apoteosi della disinformazione (mi auguro in buona fede). A parte il fatto che, come tutti sanno, i motivi della chiusura sono stati ben altri ed il Forum Rexbibendi ha poi proseguito imperterrito sulla strada smidollata, questionari compresi, dimostrando la miopia dei censori e l’inefficacia dell’azione censoria, mi piacerebbe conoscere la posizione del comunicatore Scanzi sull’anacronistico atteggiamento della dirigenza AIS nei confronti di un moderno strumento di comunicazione. Dopo aver ricordato, pur se in modo inesatto, i motivi della chiusura del Forum AIS, va riconosciuto a Scanzi il merito di avere utilizzato le successive 23 (ventitrè) pagine del libro nella redazione di un lungo elenco di possibili domande d’esame con le relative risposte, realizzando così un valido esempio di quell’utilissimo vademecum da lui precedentemente ricercato invano .Chissà se si è reso conto, secondo l’ottica AIS da lui riportata sul libro, che ora rischia di essere considerato uno smidollato……al quadrato!

Rispondo: E certo che sono uno smidollato al quadrato, dov'è la novità? Quelle 23 (ventitre) pagine le ho deliberatamente usate per immaginare una sorta di "bignami" pre esame da sommelier, era un gioco e un risarcimento a quegli smidollati (che in Toscana ha accezione positiva, va inteso come "furbacchioni") ingiustamente oscurati dal forum Ais. Ero pienamente in me quando ho scritto Come diventare sommelier in 100 mosse, mica in trance o sotto dittatura.
Il caso, caro Andrea, non esiste. La parola "smidollati" rientrava e rientra nel tono (auto)ironico del libro (e ancor più di quel capitolo). Infatti l'ho lasciata anche nella seconda edizione (e in quelle, molto eventuali, future). Né c'entra la disinformazione, parolone che riempie la bocca ma che nello specifico è speso male: alcuni membri dell'Ais mi spiegarono che il forum fu chiuso perché "anticipava le domande" (e ovviamente io, da smidollato, prima dell’esame ero andato in cerca di quello: lo scrivo - sempre in chiave ironica - nello stesso capitolo). Il "comunicatore Scanzi", dell'Ais, pensa moltissime cose positive, e sono felice che molti lettori si siano iscritti all'Ais dopo aver letto il mio libro (questo dato, da solo, dimostra come quei pochi soci che si sono impermalositi per il testo, non brillino né in apertura mentale né in capacità di lettura). Nello specifico, trovavo e trovo che aver chiuso il forum sia stato sbagliato, inutilmente censorio e certamente anacronistico.
Per finire, caro Andrea, grazie per le belle parole (che ricambio: cito Rex Bibendi anche nell'intervista a Vino24) e un consiglio: come diceva Edoardo Bennato, non farti cadere le braccia. Non per così poco, almeno.

postato da AndreaScanzi alle ore novembre 30, 2007 18:10 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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giovedì, 29 novembre 2007

Dal forum di Gambero Rosso

f888_1

Nel sito di Gambero Rosso c'è un thread dedicato ad Elogio dell'invecchiamento.
Riporto qui alcuni commenti, con le mie risposte.

 

1) E' in libreria, per la collana Strade Blu di Mondadori, "Elogio dell'invecchiamento" del giornalista-scrittore aretino Andrea Scanzi. Prendendo le mosse dalla sua partecipazione ai corsi per sommelier organizzati dall'A.I.S., Scanzi si addentra nel mondo del vino (quello italiano in particolare).
Sicuramente da leggere e, prendendo a prestito le parole di Franco Ziliani su www.sommelier.it, il libro è "scritto con scanzonata ironia, con uno stile narrativo molto fluido e godibile".

Corrado

 

Grazie, Corrado. Sì, volevo che fosse un libro "scanzonato" (please, evitate battute sul mio cognome, ci convivo dalla prima elementare). E' stata una scelta stilistica deliberata e, credo, decisiva per il suo "successo".

 

2) (Ovviamente?) ancora da leggere, ma un caro saluto all'ex collega "Rui" Scanzi nel caso dovesse imbattersi in questo topic, per me una delle più abili e versatili penne d'Italia e per molti versi un esempio.

P.S. Quanto mi (ci) manca Garrincha…

Redisasso

 

Che esagerato, Redisasso. Per la cronaca, "Garrincha" (per l'esattezza Garrincha - Oltre la traversa) era una mia vecchia rubrica che tenni su Mucchio Selvaggio - più o meno - tra il 1999 e il 2002: prendevamo un calciatore e gli davamo i voti, coinvolgendo amici e ospiti illustri (Guccini, Gene Gnocchi, etc). Oggi non potrei più farla. Ho felicemente abbandonato il calcio da tre anni (l'ultima partita da me vista, allo stadio, fu la ferale Grecia-Portogallo, finale Euro 2004 a Lisboa). Nei confronti del calcio, oggi, provo disgusto e fastidio, non seguo neanche più i risultati o gli highlights. E continuo a pensare che l'unica cosa che mi perdo, così facendo, sono i fondi di Beccantini e Mura (ma quelli, lo confesso, qua e là li leggo, per godere della loro forma scrittoria).
Detto questo, perché "ex collega"? Ci conosciamo?

 

3) Ho letto anch'io il libro in questione e mi è risultato molto gradevole e scorrevole

Non sono molto in sintonia con gli accoppiamenti vino-politica ma per il resto è un libro che val la pena di comprare.

Perbaccobari
4) Ne parlammo a pranzo da te, in effetti quella di accostare vino e politica mi sembra una sciocchezza. Oddio, è carino come giochino ma dopo qualche riga si è già stanchi.
Vignadelmar

 

Suvvia, era solo un gioco, un alleggerimento. Non fate troppo i khomeinisti. Continuo a pensare che, come idea, sia riuscita (e anche come realizzazione). Era il mio omaggio al Francesco Nuti di Caruso Pascoski (lui abbinava gli affettati) e devo dire che anche come "lancio" del libro ha funzionato. E' chiaro, poi, che seriamente non credo che il sangiovese sia democristiano e il pignolo dipietrista (per quanto, a pensarci, qualche abbinamento ha la sua verità ideologica: pensate al Muller Thurgau...).

 

5) Anch'io ho un buon ricordo di Scanzi sul Mucchio..però era troppo impallinato con Rui Costa. Ora cerco il libro ma se si firma con un altro pseudonimo tipo Rui Scanziaia lo lascio li.
Hansen

Hai ragione, ero "impallinatissimo" con Rui Costa. Un po' era vero e un po' ci marciavo. Tranquillo, però, adesso niente più pseudonimi (a parte Gil Grissom, ovvio).

postato da AndreaScanzi alle ore novembre 29, 2007 11:04 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
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mercoledì, 28 novembre 2007

Grande enciclopedia illustrata della gastronomia

gotti
Le giornate, quelle normali, sono fatte da una silenziosa e un po' stanca lotta continua tra "più" e "meno". Più è stato il nuovo I-Pod che ho comprato. Meno è stato vedere la deprimente "impalpabilità intellettuale" di Melissa P. in trasmissioni - pure lodevoli - come Exit e Very Victoria (ma anche Camila Raznovich, sul tema "adolescenti estremi", si è esibita in una serie di ovvietà ggggiovaniliste da far quasi rivalutare l'acqua calda del Ministro Melandri, che di Veltroni ha tutti i difetti senza averne i pregi).
Più è stato Il Pignolo di Ermacora che ho aperto qualche giorno fa. Meno sono stati i nuovi ("nuovi" è una parola grossa) dischi di Roberto Vecchioni e Antonello Venditti, che mi hanno definitivamente fatto capire (e scrivere) che Dio è morto, Marx pure e anche i cantautori non si sentono niente bene.
Ieri, poi, mi è arrivato un libro. Bellissimo. Il "più" di questa settimana. E' la ristampa Mondadori della monumentale Grande enciclopedia illustrata della gastronomia di Marco Guarnaschelli Gotti. Il libro era esaurito, quindi questa ristampa è doppiamente meritoria.
La nuova edizione, che ha gli unici difetti del peso (20 chili?) e del prezzo (80 euro, ma le vale tutte), è a cura dell'Università degli Studi di Scienze Gastronomiche. La prefazione è di Carlo Petrini, adattamento e arrangiamenti (la prima edizione è del 1990) dello stesso Petrini e di Alberto Capatti.
1140 pagine, 6mila voci, 12mila fotografie, indici, note, ricette. Un libro assolutamente straordinario.
Ammetto che ho un debole per i libri enogastronomici, ne sono "invaso" e spazio deliberatamente tra Allan Bay e Pepe Carvalho, Roberto Cipresso e Mario Soldati, Paolo Massobrio e I Presidi Slow Food (tutte cose che potrei recitare a memoria). Potete, quindi, reputare poco imparziale il mio entusiasmo. Se però siete appassionati di cucina, per meglio dire di cultura gastronomica, questo tomo è irrinunciabile.
Sta ai libri di cucina come 500 anni di tennis di Gianni Clerici sta al mio sport preferito.
postato da AndreaScanzi alle ore novembre 28, 2007 12:00 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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martedì, 27 novembre 2007

Prima del giorno

barbara_condorelli_220x150Mea culpa. Mi sono colpevolmente dimenticato di citare su questo blog la bella intervista che mi ha fatto Barbara Condorelli, conduttrice del programma radiofonico Prima del giorno (Radio Due). Il suo spazio ha un orario molto estremo, dal lunedì al venerdì, dalle 5 alle 6 di mattina.
La mia intervista è andata in onda giovedì 22 novembre alle 5.30. Non so in quanti l'avranno ascoltata, di sicuro è stata una delle chiacchierate più piacevoli del mio tour promozionale. Per questo volevo dedicarle il (secondo) post di oggi. Grazie, Barbara.

postato da AndreaScanzi alle ore novembre 27, 2007 11:33 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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martedì, 27 novembre 2007

Il prezzo del vino

elogioOgni tanto mi diverto a vedere dove e come è citato Elogio dell'invecchiamento sul blog. Si scoprono cose curiose.
Ad esempio, a questo
link, un blogger ha citato un passaggio del libro come "senso" del vino (a volte mi capita, di rado ma mi capita: scrivo cose che mi paiono normali, e poi qualcuno le trova "eccezionali": Guccini, tutto questo, lo chiamerebbe "iato" tra gusto dell'autore e gusto del pubblico).
In ogni caso, il passaggio citato è questo:

"[...] Il prezzo non è per forza indice di qualità. O, meglio, lo è se hai le chiavi per interpretare un vino. Altrimenti sono soldi buttati via. Un inutile dispendio economico, uno sfoggio smargiasso di prosopopea. Il prezzo è indice del lavoro che c'è dietro quella bottiglia. Del tempo che si è dovuto spendere, e attendere, per arrivare al giorno in cui era lecito berla."

Andrea Scanzi, Elogio dell'invecchiamento.

postato da AndreaScanzi alle ore novembre 27, 2007 10:40 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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lunedì, 26 novembre 2007

Gli astemi e Guccini

IMG_2929Venerdì scorso sono stato a Pàvana, nell'appennino Tosco-emiliano, luogo reso celebre da canzoni e libri di Francesco Guccini. Era in programma l'anteprima-presentazione del (bel) libro di Brunetto Salvarani e Odoardo Semellini, Di questa cosa che chiami vita (Il Margine Editore).
L'articolo è uscito stamani sulla Stampa.
Guccini non è mai stato divo, non si è mai autocelebrato, non ha mai avuto sovrastrutture. Men che meno poteva averle nel mulino della sua infanzia, circondato dagli amici di sempre (credo che le foto rendano l'idea dell'atmosfera informale).
Lo svolgersi ruspante della giornata mi ha fatto nuovamente pensare a quella malattia contemporanea che è l'essere astemi.
Come scrivo ironicamente nelle 10 cose che pensavo prima di questo libro (ma pure dopo averlo scritto), i capitoletti che introducono e chiudono Elogio dell'invecchiamento, "Gli astemi mi fanno un po' paura".
Ecco: l'altro giorno sono andato nella migliore libreria di Arezzo, Il viaggiatore immaginario, in pieno centro. La gestisce il dotto Gianpiero Bracciali, phisique du role alla Baricco e una propensione a essere "libraio vero", di quelli che sanno leggere e parlare, consigliarti, invogliarti.
Mi ha consigliato quello che per lui è uno dei libri migliori del 2007, edito da Giunti. Si intitola L'ombra dell'eroe, è del messicano Ignacio Padilla.
85024JNon l'ho ancora letto, ma neanche a farlo apposta il retrocopertina contiene un riferimento agli astemi che condivido in pieno (e certo condivide anche Guccini). "Mentre parlava, tirò fuori da un cassetto della scrivania una bottiglia di acquavite e me la offrì con aria conciliante. Quando rifiutai, buttò giù un lungo sorso e sentenziò: "Gli astemi nascondono sempre un segreto vergognoso. Qual è il suo, dottore?"".
postato da AndreaScanzi alle ore novembre 26, 2007 13:25 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
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domenica, 25 novembre 2007

Il Caberlot

CaberlotE' uno dei vini-mito, un Gronchi Rosa dell'enologia italiana: raro, quasi introvabile. Lodatissimo. A ragione.
La mia zona - provincia aretina - ha tre vini universalmente lodati: Syrah Il Bosco D'Alessandro, Galatrona di Petrolo, Caberlot del Carnasciale. Gli ultimi due nascono a Mercatale Valdarno, l'uno (merlot) a un passo dall'altro.
Il Carnasciale ha un unico, grande difetto: il prezzo. Imbottigliato solo in magnum (un litro e mezzo), 2mila bottiglie (tutte numerate), 230 euro l'ultima annata 2004 (la magnum del 1999 vale almeno 300 euro).
Sono andato a visitarla con l'amico Marco Sensitivi de La bottega del vino di Castiglion Fiorentino.
La storia del vino ci è stata raccontata dall'enologo tedesco - da anni trapiantato in Italia - Peter Schilling. "All'inizio degli anni Settanta, l'agronomo Remigio Bordini trovò una pianta "inspiegabile" in una vigna abbandonata nei Colli Euganei. Sembrava cabernet franc, ma non lo era. Sembrava merlot, ma non lo era. Era un incroco naturale, in quella vigna e solo in quella vigna la pianta si era unita da sola. Bordini ne prese un "campione" e la catalogò nel suo Istituto Agrario emiliano, dandogli un nome qualsiasi, tipo L32".
Quell'uva strana è appunto il caberlot. A dargli questo nome Wolf Rogosky, un famoso pubblicitario tedesco, che negli anni Ottanta acquistò il podere del Carnasciale, a pochi chilometri da Montevarchi, 420 metri sopra il livello del mare. "Un giorno andò a cena al Cibreo di Firenze con la moglie Bettina, oggi titolare dell'azienda, e si innamorò di un vino fatto dall'enologo Vittorio Fiore. Volle contattarlo. Al tempo Rogosky aveva solo uliveti. Fiore vide la tenuta. Conosceva Bordini, spesso lavoravano insieme, lo presentò a Rogosky. Bordini gli parlò di quel vitigno strano, su cui nessuno aveva deciso di puntare perché non se ne conosceva produttività, qualità, caratteristiche. Rogosky accettò, sostituì interamente l'uliveto con il primo vigneto (proprio di fronte al podere) e chiamò quell'uva "caberlot", perché in effetti è un po' merlot e un po' cabernet franc, pur con una unicità tutta sua".
La prima annata è del 1988. Oggi sono stati acquistati altri due vigneti, uno a 200 metri dietro il crossdromo e uno in pianura. Il marchio è stato registrato, l'agronomo Bordini ha garantito che non darà la pianta a nessun altro.
Il Caberlot è un vino straordinario, che merita tutti i premi ricevuti (anche quest'anno, per quel che vale, ha ottenuto i Tre Bicchieri, i Cinque Grappoli e la votazione più alta dei vini aretini nella Guida Espresso). La sua qualità eccelsa è anzitutto olfattiva, in un susseguirsi di note speziate e vegetali, tostate, fruttate e floreali: il suo bouquet è praticamente inconfondibile, dal pepe verde al cacao, dal peperone al tiglio, dall'eucalipto al finale mentolato. Vellutato ma non morbidone, un'ottima spalla acida, tannino difficile da addomesticare ma nobile, splendida struttura. Grandissima persistenza.
In cantina abbiamo degustato - direttamente dalle barrique, tutte di primo passaggio - l'annata 2006 dai tre vigneti. Quello più basso e giovane, curiosamente, aveva i profumi più ricchi (anche per via del legno di Vosges, meno invasivo). Il vigneto a 200 metri era più chiuso e più speziato (da legno Allier), ancora più impenetrabile il vino dal primo vigneto (quello da 400 metri, limite massimo per la crescita del caberlot). Il vino in legno Tronçais era ancora più marcato, più tostato.
Degustazioni di questo tpo fanno capire meglio di qualsiasi altra quanto il vino sia sfaccettato, complesso, affascinante. Io e Marco siamo stati anche i primi visitatori a sentire l'annata 2007 di caberlot: il vino all'olfatto era tremendamente ridotto, ma l'assaggio gusto-olfattivo lasciava presagire evoluzioni preziose.
La bottiglia finale - "rigorosamente magnum, il signor Rogosky voleva che fosse un vino da compagnia e sapeva che nella bottiglia grande si sarebbe evoluto in maniera migliore" - di fatto è un blend di questi tre vigneti, sapientemente mixati da Schilling e Fiore.
Da qualche anno è in produzione anche una bottiglia "minore" (si fa per dire, 50 euro), Il Carnasciale, sempre dalle stesse uve e dagli stessi vigneti, ma ritenuta meno nobile dagli enologi: "Ci serve non tanto per avere più clienti, ma per selezionare ulteriormente il Caberlot". Una sorta di bottiglia "ricaduta" (ma degnissima).
La magnum Caberlot - rigorosamente caberlot in purezza, l'azienda non coltiva altri vitigni - sosta 21 mesi in barrique e 18 in bottiglia prima della messa in commercio.
Trovarlo è difficile, acquistarlo è doloroso. Ma che gran vino, diamine

postato da AndreaScanzi alle ore novembre 25, 2007 17:54 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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sabato, 24 novembre 2007

Quel gran genio di Robert Parker

Robert_ParkerChiedo scusa per ieri, non ho scritto nulla (ho una scusante: ero a bere vino e dialogar cantando con Francesco Guccini a Pavana).
Cercherò di farmi perdonare, oltretutto sono ancora indietro con le recensioni delle Guide dei vini e devo ancora raccontarvi la mia visita al Carnasciale, luogo di nascita del - giustamente - lodatissimo Caberlot.
Oggi mi va però di riprendere questa notizia, uscita meno di un mese fa, dal blog Vino 24.
Nel mio libro non ho - eufemismo - espresso grande affetto per Robert Parker, il George Bush del vino, e questa notizia - diciamo così - non mi ha lasciato così stupito.
Per chi volesse saperne di più, ecco il link diretto.

E' il critico del vino più famoso del mondo e più influente anche: un suo giudizio può portare alle stelle un produttore o letteralmente distruggerlo. Robert Parker, che tra l'altro ha assicurato il suo naso per milioni di dollari (qualcuno sa quanto?), è stato però accusato pochi giorni fa di accettare l'ospitalità di alcuni produttori e poi scrivere le recensioni dei loro vini.

Ma non finisce qui: sembrerebbe che alcuni vini da lui degustati in realtà non siano mai stati degustati! Hanna Agostini, che ha lavorato con lui per diverso tempo, ha qualcosa da dire nell'ultima biografia dal titolo: Robert Parker: Anatomie d'un Mythe.

Agostini riferisce proprio tutte queste accuse. Pare anche che un produttore molto vicino a Parker abbia addirittura chiesto alla giustizia di censurare una parte del libro! Causa tuttavia persa qualche notte fa.
postato da AndreaScanzi alle ore novembre 24, 2007 17:27 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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giovedì, 22 novembre 2007

Elogio Tour (aggiornamenti)

Joan_Baez_Bob_DylanIl Neverending Elogio (non me ne voglia Bob Dylan) si arricchisce di date. Ecco le prossime.

Venerdì 30 novembre, ore 20:30. Cena - e presentazione congiunta - con Beppe Bigazzi al ristorante Aqaba di Sesto Fiorentino (Firenze).
Domenica 2 dicembre, ore 17.30. Presentazione al Centro Affari di Arezzo, all'interno della rassegna Arezzo Wine.
Venerdì 7 dicembre, ore 21. Presentazione-degustazione alla Biblioteca di Quistello (Mantova) con Luciano Bulgarelli, presidente della Cantina Sociale di Quistello (di cui parlo nel capitolo sul Lambrusco).
Martedì 11 dicembre, Presentazione-cena al ristorante Giallozucca di Mantova, su invito del Circolo Brera. Moderatore Adalberto Scemma.

In programma anche presentazioni a Pistoia e Lucca. Rimandata a gennaio la
presentazione-degustazione  al Paguro Caffè Letterario di Reggio Emilia con Barbara Brandoli di DivinoScrivere.Stay tuned.

Mi piace segnalare anche questo link, reportage americano della serata-degustazione di una settimana fa al Pane e Vino di Cortona.
postato da AndreaScanzi alle ore novembre 22, 2007 17:34 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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mercoledì, 21 novembre 2007

I consigli della Libreria Rinascita (Roma)

elogioDomenica 19 novembre, nell'inserto letterario del Sole 24ore, la rubrica Parola di libraio era dedicata alla Libreria Rinascita, in via delle Botteghe Oscure a Roma. Tra i quattro libri consigliati, il titolare Riccardo Pasini ha avuto la bontà di inserire Elogio dell'invecchiamento (per la cronaca, mi ha messo accanto a Cristina Comencini, Bjorn Larsson e Giuseppe Monticciolo-Vincenzo Vasile). Grazie!
Ecco le sue parole:

"Andrea Scanzi, Elogio dell'invecchiamento, Mondadori, pagg 314, Euro 15.50. "Dall'Amarone al Sassicaia, i dieci migliori vini esaminati da un sommelier ironico e scanzonato, che svela segreti e falsi miti dell'enomondo. "Libiamo"".
postato da AndreaScanzi alle ore novembre 21, 2007 19:29 | Permalink | commenti (8) / commenti (8) (pop-up)
categoria: andrea scanzi

Chi sono

Utente: AndreaScanzi
Nome: Andrea Scanzi
Giornalista e scrittore. Scrivo ne La Stampa. Ho curato con Enrico Mattesini i testi dell'autobiografia di Roberto Baggio (Una porta nel cielo/Il sogno dopo, Limina 2003) e firmato Il piccolo aviatore (Limina 2002 Premio Sporterme), C'è tempo (PeQuod 2003), Canto del Cigno (Limina 2004 Premio Coni) e Ivano Fossati, Il volatore (Giunti 2006). Sono Sommelier e Degustatore Ufficiale Ais.


Legenda delle Valutazioni

* Vino deludente

** Vino senz'anima

*** Vino di buon livello

**** Vino di grande livello

***** Vino indimenticabile

(Tre "+" fanno un "*")

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