Dovrete abituarvi, aggiornerò questo blog parallelamente agli altri impegni: La Stampa, blog de La Stampa, tv.
In questi giorni mi sono arrivate due spedizioni gradite. Una, da parte delle Cantine Ceci di Torrile (Parma), con una gamma di 5 tipologie di Lambrusco e spumanti rosè. Un'altra, dalla Cantina Sociale di Quistello (Mantova), quella di cui parlo in Elogio (a proposito del Gran Rosso del Vicariato).
Di Ceci parlerò nel prossimo post.
Qui mi piace segnalarvi la nuova etichetta della Cantina di Quistello. Luciano Bulgarelli, presidente della Cooperativa, desiderava da tempo provare un Lambrusco con uve Ruberti in purezza. Il Ruberti è il Lambrusco (raro) tipicamente mantovano. E' così nato l'80 Vendemmie (1928-2008), etichetta nera, non un blend ma le migliori uve Ruberti in purezza.
L'ho degustato ieri sera con amici e mi ha convinto. Il colore è quel bello rosso sangue, profondo, tipico dei Lambrusco reggiani e mantovani. Si percepisce forse un residuo zuccherino superiore a quello del Gran Rosso del Vicariato, anche se è un vino da definirsi comunque secco.
I profumi sono quelli, fruttati e floreali, del Lambrusco. La morbidezza è accentuata anche da questo surplus zuccherino, ma a salvare la bottiglia arriva una freschezza finale che mitiga e bilancia. E' un Lambrusco tipicamente mantovano, "corposo" (per quanto può esserlo un Lambrusco) ma non eccessivamente cremoso. Di buona eleganza e discreta sapidità, capace di sgrassare e ammiccare al palato. Persistenza giusta, tipicità accentuata, di buona personalità.
Lo trovo sensibilmente superiore al Gran Rosso del Vicariato, che in questa nuova annata mi pare ancora un po' timido.
La mia valutazione, per un Lambrusco che vi consiglio, è di ***++.
Vi avevo promesso una "recensione" della Guida Vini d'Italia 2009 Espresso. Eccoci.
Le novità rispetto a un anno fa non sono molte, l'impostazione è la solita. Graficamente è una guida che mette un po' depressione, sembra impaginata col Vic 20, a parte l'introduzione (colorata, divulgativa, ben fatta) le recensioni sono tutte accorpate e fitte.
Visivamente è sempre stata la più spartana. Anche troppo.
Di nuovo ci sono le emoticon: faccia allegra per segnalare qualcosa di particolarmente convincente, faccia perplessa per qualcosa che non ha esaltato.
Nuova anche la segnalazione dei premi interni, tipo "Miglior vino bianco emiliano" o "Miglior Moscato d'Italia" (ovviamente Ca' d Gal, bene). Confermati i premi ai migliori rapporti qualità/prezzo, come pure le (utili) classifiche a fine capitolo dei migliori vini per disciplinare.
E' una guida in perfetta linea con il gruppo Espresso: fieramente radical chic. Ammicca un po' al proletariato (è quella più attenta ai Lambrusco, anche se ne mancano tanti - da Ceci ad Arceto, per dirne due), un po' ai vini veri e un po' ai vini americani. Tradizionalisti, ma anche modernisti. Insomma, veltroniana. Ma (anche) utile.
Ognuno ha i suoi gusti, quindi serve a poco dire dove si è d'accordo sul voto e dove no. In questi casi si va sempre a cercare i vini del cuore e ci si relaziona alle guide. U
n anno fa - per refusi vari - proprio la Guida Espresso aveva clamorosamente cannato il box di Flavio Roddolo, sbagliando e ripetendo nomi, inventando etichette e dando voti a caso. Quest'anno, grande plauso al Barolo Ravera e qualche critica (emoticon perplessa) al cabernet Bricco Appiani (che è ancora giovanissimo).
Delle lodi a Ca' d Gal ho già detto. Condivido anche le perplessità sull'eccessivo modernismo delle ultime annate di Pelissero. Bene il plauso convinto al Titulus di Fucci, lodevole (ma come detto non ancora sufficiente) l'attenzione ai Lambrusco. Naturale il tributo al Pergole Torte.
In sintesi: un mezzo utile come stampella per muoversi non proprio a casaccio dentro un'enoteca, ma non prendetela come oro colato. confrontatela sempre con le altre guide, con alcuni portali indipendenti, con certi blog illuminati (ad esempio Franco Ziliani).
Via via aggiornerò questo post per segnalare eventuali discrepanze, "topiche" o scelte coraggiose della guida.
Sto leggendo la nuova Guida de l'Espresso. Presto vi dirò.
Intanto vi segnalo la settma edizione di Golosario Top Hundred, la manifestazione di Paolo Massobrio e Marco Gatti che dall'8 al 10 novembre, a Milano, premierà i vini sottocitati.
In grassetto vini che amo particolarmente anche io.
Credo che parteciperò al bel weekend di Paolo.
VALLE D'AOSTA
DIDIER GERBELLE VdA Torrette Superiore 2006
LA CROTTA DI VEGNERON VdA Nus Malvoisie Flétri “Nonus”
LA VRILLE VdA Fumin 2005
PIEMONTE
ANNAMARIA ABBONA Dogliani "Maioli" 2006
BAVA LAGO Monferrato Rosso 2005
BENI DI BATASIOLO Barbaresco 2005
BROVIA Barolo "Rocche" 2004
CANTINA VIGNASONE Nisol 2006
CASCINA PASTORI Monferrato rosso “Apertura” 2005
CASCINA MORASSINO Barbaresco “Ovello” 2004
CASCINA TERRA FELICE Ruchè di Castagnole Monferrato 2006
CINZIA BERGAGLIO Gavi di Gavi "Grifone delle Roveri" 2007
FRANCO ROERO Barbera d'Asti superiore 2006
FRANCHINO Gattinara 2001
LA CAUDRINA Asti Spumante “La Selvatica” 2007
LE PIANE Boca "Le Piane" 2003
ORSOLANI Caluso “Vignot S. Antonio” 2006
PAOLA MASSA “Sorì Matè” 2003
POMODOLCE Timorasso “Diletto” 2006
PROPRIETA' SPERINO Lessona 2004
RENATO RATTI Barolo "Marcenasco" 2004
RINALDI GIUSEPPE Barolo "Brunate Le Coste" 2004
LIGURIA
IL MONTICELLO Colli di Luni Vermentino 2006
PERRINO TESTALONGA Rossese di Dolceacqua "Vigneti d'Arcagna" 2006
PINO GINO Golfo del Tigullio Ciliegiolo 2007
TENUTA ANFOSSO Rossese di Dolceacqua "Vigneto Luvaira" 2007
LOMBARDIA
BOSIO Franciacorta Brut
CA BOFFENISIO Pinot Nero “Iperbole” 2006
CANTINA BERGAMASCA Valcalepio Moscato Passito "Perseo" 2001
CANTINE VIRGILI Lambrusco Mantovano “Pjafoc” 2007
CASTEL FAGLIA Franciacorta Brut Satèn "Monogram"
CASTELLO DI CIGOGNOLA Oltrepò Pavese Barbera “DodiciDodici” 2006
CORTE ANNA Lugana “Antico Vigneto” 2005
DIRUPI Valtellina Superiore 2005
MARCHESE ADORNO Bonarda 2007
VERCESI DEL CASTELLAZZO Bonarda “Luogo della Milla” 2007
VENETO
CAVALCHINA Bardolino “Santa Lucia” 2006
DAVIDE SPILLARE Gambellara Recioto Spumante
MONTE TONDO Soave Superiore Classico "Foscarin Slavinus" 2005
MUSELLA Amarone della Valpolicella 2004
TENUTA SANT'ANTONIO Valpolicella Superiore "La Bandina" 2003
TENUTA GALTAROSSA Amarone della Valpolicella 2004
VICENTINI AGOSTINO Recioto di Soave 2006
VIGNA RODA Fior d'Arancio Passito 2005
TRENTINO
ELISABETTA DALZOCCHIO Vigneti delle Dolomiti Pinot Nero 2004
ZANOTELLI Müller Thurgau 2007
ALTO ADIGE
FLIEDERHOF A. A. Moscato Giallo 2007
FRANZ HAAS Vigneti delle Dolomiti Bianco "Manna" 2006
NALS MARGREID Alto Adige Gewurztraminer “Baron Salvadori” 2007
STACHLBURG Pinot Nero 2006
WEINGUT NIKLAS Sudtiroler Lagrein-Cabernet Riserva 2004
FRIULI VENEZIA GIULIA
I CLIVI Colli Orientali del Friuli rosso “Galea” 2000
LA TUNELLA Colli Orientali del Friuli Schioppettino “Selenze” 2005
RONCO DEI TASSI Collio Bianco "Fosarin" 2006
VIGNAI DA DULINE Colli Orientali del Friuli Verduzzo Friulano 2007
EMILIA ROMAGNA
CAMILLO DONATI Barbera dell'Emilia 2004
CANTINA MONTE DELLE VIGNE Lambrusco dell'Emilia 2007
PODERI MORINI Brut Rosè "Morosè" 2006
TENUTA LA TORRETTA Gutturnio Frizzante 2007
VILLA BAGNOLO Sangiovese di Romagna superiore “Sorgara” 2006
TOSCANA
BASILE Montecucco Sangiovese “Comandante” 2004
CASTELLO DEL TERRICCIO Lupicaia 2004
FATTORIA SAN FELO Morellino di Scansano 2007
LA BUSATTINA Maremma Toscana Bianco Igt San Martino 2004
MOCINE Toscana "Mocine" 2007
MONTEVERTINE “Pergole Torte” 2004
PANIZZI Vernaccia di San Gimignano 2007
PODERE SALICUTTI Brunello di Montalcino 2003
VAGNONI Vernaccia di San Gimignano "I Mocali" ris. 2003
VILLA CAFAGGIO San Martino 2004
MARCHE
AURORA Offida Pecorino "Fiobbo" 2006
FATTORIA DEZI "Regina del Bosco" 2003
TENUTA DI TAVIGNANO Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore "Misco" 2006
UMBRIA
DECUGNANO DEI BARBI Umbria bianco "Il" 2006
SCACCIADIAVOLI Montefalco Sagrantino 2004
LAZIO
CANTINA SANT'ANDREA "Oppidum" brut 2007
CASALE CENTO CORVI Lazio Rosso “Giacchè” 2005
CASALE CERTOSA Lazio Bianco "Alborea" 2007
ABRUZZO
EMIDIO PEPE Montepulciano d'Abruzzo 2004
CAMPANIA
CANTINE CAGGIANO Taurasi “Vigna Macchia dei Goti” 2004
PICARIELLO Fiano di Avellino 2006
TUFIELLO Fiano "Don Chisciotte" 2006
URCIOLO Greco di Tufo 2006
PUGLIA
CANTINE CARPENTIERE Castel del Monte "Pietra dei Lupi" 2005
CANTINE MENHIR Salice Salentino "Menhir" 2006
COPPADORO Cotinone 2005
GIANFRANCO FINO Primitivo di Manduria "Es" 2006
POLVANERA Primitivo Gioia del Colle "17" 2005
BASILICATA
BISCEGLIA Aglianico del Vulture “Gudarrà” 2005
CALABRIA
CANTINE VINCENZO IPPOLITO Cirò Bianco "Res Dei" 2006
LIBRANDI Magno Megonio 2005
STELITANO Greco di Bianco 2005
TENUTA IUZZOLINI Maradea Riserva 2004
SICILIA
Azienda BONAVITA Faro “Bonavita” 2006
CARUSO E MININI Timpune Grillo 2007
FEUDO ARCURIA Sicilia Rosso "Palummaru" 2006
MORGANTE Nero d'Avola “Don Antonio” 2005
SARDEGNA
CANTINA LI SEDDI Vermentino di Gallura “Li Pastini” 2007
PERDARUBIA Cannonau di Sardegna 2003
TANCA GIOIA CARLOFORTE Isola dei Nuraghi "Quae" 2006
Dunque, di che si parla?
Ah sì, le guide. Stanno arrivando, è uscita quella dell'Espresso, presto arriveranno le altre. Ne parlerò, dopo averle viste e valutate.
Qualche notizia, poi.
Oggi ho varato il mio blog (non tematico) nel sito de La Stampa, Monty Brogan.
Mercoledì ho scritto un articolo dedicato al tennis italiano sul blog di Ubaldo Scanagatta, sta facendo discutere (strano...).
Infine, sempre due giorni fa è uscita la mia intervista a Emilio Fede su La Stampa.
Tornando ai vini, vi segnalo il Bianco di Corte Paternoster, annata 2007. Un Fiano in purezza, di grande personalità, anzitutto olfattiva, con note quasi eteree. Fresco e morbido, equilibrato, buona persistenza. A mio avviso, merita un ***+.
Stay tuned.

La Langa non tradisce. Mai. Se ci abitassi, a quest'ora non indosserei la taglia 48 ma la 56.
Che luoghi meravigliosi. Tre giorni, come sempre, d'incanto.
Eccone un breve resoconto eno-tennis-gastronomico.
Mercoledì 8 ottobre. In mattinata sono a La Stampa, incontro il Direttore e i colleghi. Nel pomeriggio mi dirigo in Langa, a Barolo, Il gioco dell'oca, dove sarò di stanza. Intervisto Ivano Fossati, che non sentivo da un po'. Poi aperitivo in centro ad Alba, al Vincafè, con Federico Ferrero. Proviamo 4 vini. Langhe Dolcetto Visadì Clerico 2006 (***+), Dolcetto d'Alba Bricco Bastia Conterno Fantino 2006 (***++), Barbera d'Alba Piani Pelissero 2006 (***) e Barbera d'Alba Scarrono Vietti 2005 (***++).
A cena andiamo a uno slowfood di Cissone, Locanda dell'Arco. E' Alta Langa, luogo quasi irraggiungibile, mi ha ricordato per certi aspetti 'L Bunet di Bergolo: tradizione, ma un po' rivisitata. Da provare, in particolare il tris di antipasti. Volevo degustare il Bricco Botti di Pecchenino, non c'era, ho scelto l'ultima annata di Maioli Superiore Dolcetto di Dogliani Anna Maria Abbona, la 2004 (dal 2005 sostituito con il San Bernardo): la mia valutazione è di ***++. Abbona, a Farigliano (non il luogo più fortunato del mondo), rappresenta una delle perle di Dogliani. Assaggiata anche la Calisaja Rovero, di fatto una Barbera chinata: discreta, ma il Barolo Chinato Cappellano è altro mondo.
Giovedì 9 ottobre. In mattinata sono a Segrate, dalla Mondadori. Torno per pranzo a Barolo, provo un altro slowfood, La Cantinella. Lo seguivo da un po'. Benissimo, in particolare gli antipasti (vitello tonnato, carne cruda all'albese, tortino di porri di Cervere e fonduta di Murazzano) e i tajarin con sugo di salciccia di Bra. Irroro il tutto con un Dolcetto d'Alba Monrobiolo e Ruvè 06 Bartolo Mascarello (***++), di gran polpa e frutto, ma al tempo stesso fresco. Bevibilità suprema. Unica pecca del ristorante, il ricarico elevato (non tanto della carta dei vini intera, quanto del prezzo di quel Dolcetto: 17 euro sono troppi). Riprovato anche il Barolo Chinato di Vajra: si conferma buon secondo posto, ma Cappellano resta altro mondo.
In serata c'è la gran cena da Maurizio a Cravanzana. Parterre de roi. Nell'attesa vado a trovare Flavio Roddolo, rifornendomi di 6 Barolo annata 2003. Faccio un salto all'enoteca di Monforte, in centro, acquisto 2 mieli e provo un bicchiere di Dolcetto 2007 dei Produttori di Monforte: pessimo (*+), al profumo è ridotto e al gusto troppo amaricante.
La cena da Maurizio è grandiosa. Pierangelo Sapegno, collega de La Stampa, ne è mattatore. Al tavolo ci sono anche Roddolo, Conterno (di Conterno Fantino), Pelissero (maestro di Barbaresco a Treiso), Boido (il genio dei Moscato di Ca' d' Gal), Ferrero figlio e padre (l'enologo di Beppe Rinaldi) e altri amici (Marco Giacosa e Ezio Massucco).
Maurizio si è superato, dall'aperitivo agli antipasti, dai primi al secondo, passando per i dolci. E' uno dei luoghi in cui più si mangia meglio al mondo.
Grandioso il bere: magnum di Bianco Langhe Bricco Rovella 2000 Parusso (sauvignon in purezza, discreto ma un po' burroso e americaneggiante, ***). Poi l'Eresia 2005 di Gigi Garanzini, giovane ma già intrigante e balsamica, fresca e bevibile (***+, dietro c'è il lavoro di Conterno). Quindi magnum di Barbaresco Vanotu 2005 di Pelissero (***+), uno dei suoi 3 cavalli di battaglia: il mio preferito è il Nubiola, più tradizionale, e qualcuno ravvisa negli ultimi Pelissero una poca gestione del legno: ci sta, ma la bevibilità era comunque buona e i profumi fascinosi.
Roddolo aveva portato una rarissima magnum di Bricco Appiani 1997 (****), splendido esempio di nota verde dove però il famoso/famigerato peperone non prevarica tutto. Che eleganza, che persistenza, che meraviglia.
Il capolavoro finale è stata però una bottiglia 1997 di Barbera d'Asti San Antonio vieilles vignes, assolutamente sublime (****+). Vera chicca di Maurizio. Peccato che fosse l'ultima rimasta.
Chiusura degna con due Moscato Vigna Vecchia Ca' d' Gal: la 2007 (giovanissima e bellissima, ***++) e un'assurda 1990 che ancora resisteva: era cambiato il colore (giallo quasi ambrato), i profumi erano ormai eterei, ma la freschezza teneva insieme il tutto. Boido si diverte a provare i suoi Moscato con formaggi, affettati, cioccolata e tutto ciò che è impegnativo: dedicato a tutti quelli per i quali il Moscato è solo un vinello da bere giovane, senza pretese.
Piacevolissimo l'Amaro Toccasana Negro Erborista.
Cena stellare, senza se e senza ma.
Venerdì 10. Al mattino faccio scorta di agnolotti dal plin e ravioli verdi ad Alba. Poi acquisto formaggi e salumi da Elio Ratti, sempre ad Alba. Raggiungo Ferrero e ci prepariamo per la telecronaca del pomeriggio. Pranziamo in un piacevole bar di Alba. Io provo un Langhe Nebbiolo di Oddero (***+), Fede una Barbera d'Alba 2006 di Vigna Rionda - Massolino (***++). Nel pomeriggio, sfidando il traffico, commentiamo un match di tennis (Monfils-Fernando Gonzalez da Vienna), poi ci salutiamo e rientro, a tarda notte, alla base.
Una tre-giorni sublime. Ora però, disintossicazione. Due giorni di pranzo saltato, footing estremo e tanti, tanti ricordi.
Alla prossima, Langa. Vero luogo della vita (ex-aequo con il Portogallo).
E' tempo, ancora e sempre, di Langa.
Da domani a venerdì sarò a Milano e Torino per lavoro. Come buen retiro ho però scelto Barolo, precisamente l'agriturismo Il Gioco dell'Oca. Domani cenerò all'Osteria dell'Arco di Cissone, giovedì dal buon amico Maurizio di Cravanzana, in una reunion monumentale di amici, colleghi e bevitori (spesso le 3 cose coincidono).
Ovviamente rivedrò anche Flavio Roddolo.
Andrò anche in cerca di qualche nome nuovo.Venerdì non è esclusa una sorpresa televisiva.
Posterò resoconto e foto non appena potrò.
Ieri è andata in onda (su sky 883 e 920) la quinta puntata di Lunedì Gol.Ecco la seconda puntata della mia rubrica, Velo Pietoso.
Ecco qua, intanto, il link per il mio intervento a Pinzimonio di Paolo Massobrio, su Alice Channel.
A presto. E Langhe forever.
Prima di cominciare, due cose. Giovedì scorso sono nuovamento intervenuto a Nudo e Crudo di Giulia Fossà, su RadioUno, parlando di vino, di Elogio e di politici da abbinare ai vini (Berlusconi? Un Muller Thurgau o un Supertuscan, comunque senza identità né anima; Veltroni? Un Moscato come tanti, zuccheroso e smelenso).
Stasera, alle 23, andrà poi in onda la puntata di Pinzimonio registrata nello scorso maggio. Il programma, condotto dal grande Paolo Massobrio, è trasmesso sul canale Alice (sky 416). In quella occasione ho parlato anche dei 5 vini da salvare (risposta di getto: un Roddolo, un Barolo Vigna Rionda Massolino oppure Oddero, un Pergole Torte Montevertine, il Pico di Maule e il Don Anselmo di Paternoster).
Per il resto, confermo: l'Enoteca Papposileno di Cavriglia è uno dei migliori luoghi dell'aretino.
Ci sono tornato ieri sera, rimanendo piacevolmente colpito dal Crostone con zucca gialla e pecorino del Valdarno, e poi da un'ottima carne alla piastra - una parte meno canonica, il "biscotto" - di Ascione (un allevatore molto rigoroso).
Mi piacciono l'attenzione alle materie prime, le cene a tema, i gruppi d'acquisto (di cui faccio parte) per reperire prodotti rari come Bitto o Farindola.
Ieri, dopo un aperitivo a me ormai caro (l'Haderburg Pas Dosè 2001), ho pasteggiato con il Refosco Morus Nigra 2003 di Vignai da Duline. E' un'azienda di cui parlo anche in Elogio, l'ho scoperta un anno e mezzo fa a Vinitaly. Siamo a San Giovanni al Natisone, provincia di Udine. Raramente ho incontrato vini friulani così veri e territoriali (e da queste parti non è affatto scontato).
I vini bianchi sono grandiosi, ma i rossi non sono da meno. E' il caso soprattutto del Morus Nigra, splendido (e lodato) Refosco dal Peduncolo Rosso. Perfino in un'annata non esattamente fresca come la 2003 (anche se in Friuli ovviamente il clima è stato meno torrido), è un vino che spicca in freschezza ed eleganza. La frutta, al naso, è nitida e non sotto spirito, unita a belle sensazioni di fiori rossi, spezie dolci (fa barrique) e una nota piacevolmente erbacea finale. Non ha solforosa. Equilibrato, di bella e gradevole persistenza. Al ristorante l'ho pagato 33 euro, in enoteca si trova attorno ai 25. La mia valutazione è di ***++.
Ve lo consiglio, come vi consiglio il Papposileno.
A margine, vi segnalo il link attraverso il quale potete vedere la prima puntata della mia rubrica a Lunedì Gol (anche su Sky 883, il lunedì alle 22.30). Si intitola "Velo pietoso" ed è un modo per segnalare 5 personaggi del mondo del calcio "rei" di errori o malefatte etiche/comportamentali/tecniche.
Domani la seconda puntata.