Elogio dell'invecchiamento

Il blog ufficiale del libro "Elogio dell'invecchiamento" di Andrea Scanzi, edito da Mondadori.
venerdì, 26 dicembre 2008

Vini di fine anno

etnaQualche giorno fa sono tornato alla mitica Taverna Pane e Vino di Cortona. Con alcuni amici ho aperto alcuni vini naturali che ho trovato meritevoli, di cui vi parlo adesso.

Etna 2006 Contadino, Frank Cornelissen ***+. Un vino etneo "vero", smisuratamente vulcanico. Oltremodo minerale, all'olfatto e al gusto. Grande sapidità e freschezza. Un po' torbido, piccoli sedimenti. Buona lunghezza, grande personalità. L'unico vezzo è il vetro trasparente e l'etichetta spartana della bottiglia. Il vigneron (danese, mi pare) eccelle nei bianchi. Buon prezzo (sui 14 euro al ristorante). Perfetto per capire cosa sono i vini rossi etnei, anche se non piacerà a tutti. Pecca un po' in eleganza, ma immagino sia voluto.
Aglianico d'Irpinia Le Fole 2004, Cantina Giardino ***++. Altro gran vino dal buonissimo rapporto qualità/prezzo (pensate, 5 euro franco cantina, poco più di 10 al ristorante). Un Taurasi vero, anche questo vulcanico. Di buona eleganza e grande personalità, con lieviti indigeni, non filtrato. Rosso inchiostro, come da vitigno, fresco e di giusto frutto ma con note di liquirizia e una perfetta corrispondenza olfatto/gusto. E' il vino base di un'azienda da scoprire.
Merlot 2004 La Biancara ***++. Adoro i vini naturali di Angiolino Maule, anzitutto la garganega (anche senza solforosa) e il Recioto. Adoro un po' meno, in genere, i merlot, ma solo perché quasi tutti lo seppelliscono con la vaniglia delle barrique ipertostate e malamente usate. Questo Merlot è come deve essere: la giusta morbidezza, la freschezza non sopita, la bella eleganza naturale del vitigno. Continuo ad avere un debole particolare più per i suoi vini, ma anche qui Maule firma uno dei migliori Merlot del Veneto. Col prezzo si sale, poco sotto i 30 euro al ristorante.
Gattinara 2001, Antoniolo ****. Ecco una Docg sottovalutata, il Gattinara, cioè il Nebbiolo meno noto, quello dell'Alto Piemonte. Qui il nebbiolo è più acido e ferroso, per questo lo si ingentilisce minimamente con vitigni autoctoni (croatina e simili). Antoniolo è il miglior produttore di Gattinara insieme a Travignoli (quest'ultimo facilmente riconoscibile per la bottiglia "strana", quasi rettangolare, e per una idea appena appena più "moderna" di vino - ma provatelo, è grandioso). Ho amato questa 2001 per la complessità olfattiva, la persistenza, l'eleganza e questa acidità strepitosa che ingentiliva il tutto e tanto aveva ancora da dare. Applausi.

e_merlotAltri vini degustati in queste feste.

Dolcetto di Dogliani Barturot 2005, Ca' Viola ***++
. Tante volte ne ho parlato, è uno dei Dolcetto che preferisco. Felicemente furbo, lo definirei. L'ho aperto troppo presto, aveva ancora da dare e l'annata non era sontuosa come la 2004, ma non tradisce mai.
Barbaresco 1994, Fiorenzo Nada ****+. Spettacolo puro. Una lontana annata di Rombone trovata in una enoteca di Castiglione della Pescaia. Complessa al naso, persistente ed elegante, freschezza intatta. Emozionante, di grande personalità. E non era neanche un'annata particolarmente felice. Le bottiglie di Fiorenzo Nada mi piacciono molto, questa mi ha proprio soddisfatto.
Morellino di Scansano 2005 Capatosta, Poggio Argentiera ***. Per molti il miglior Morellino di Scansano. Probabilmente è così. Anche in questo caso, potevo aspettare un po'. Bottiglia ben fatta, pregevole, appagante, ma poco "vera". Il sangiovese che ti aspetti se viene da Scansano: gentile, accomodante, poco coraggioso. Ma è la classica bottiglia da comprare se volete fare un figurone con commensali poco smaliziati.
Vignanova 2003, Paterna. ***++. Anche di questa bottiglia ne ho parlato spesso. Senz'altro il miglior sangiovese aretino (poi viene Mannucci Droandi). E questa annata, pure difficile, venne particolarmente ispirata (non lo dico per i 3 bicchieri). Ottimo rapporto qualità/prezzzo (si trova sui 20 euro al ristorante). Bravi.
Barolo 2001 Vigna Rionda, Oddero. ****+. A un passo dal Paradiso, ne avevo bevuto una bottiglia il Natale scorso e adesso è ovviamente migliorato. Un vino-capolavoro, nato da una delle vigne migliori di una terra da benedire (provare per credere anche il più esplicito Vigna Rionda di Massolino). Tra 2-3 anni sarà apoteosi, per ora è un incanto assoluto.

Con questo post vi saluto fino al 6 gennaio, vado a godermi un po' di Spagna del Nord, sperando di trovare qualche rosso (ma pure bianco o rosato) della Rioja che si sia salvato dall'overdose di barrique.
Un abbraccio e auguri, a.


postato da AndreaScanzi alle ore dicembre 26, 2008 11:40 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: scanzi cornelissen nada giardino

domenica, 07 dicembre 2008

Due grandi vini

La BarslinaVenerdì scorso, con alcuni amici, ho stappato 3 bottiglie di vino. La prima, un Pinot Nero valdostano, si è rivelata come previsto la più normale. L'etichetta era la Sang des Salasses 2005 dell'Institute Agricole Régional. Un Pinot Nero in purezza, tre mesi in acciaio e 9 in barriques. La mia valutazione è di ***. Un Pinot Nero onesto, non trascendentale. Oserei dire scolastico.
Le altre 2 bottiglie mi hanno pienamente convinto. Entrambe erano al massimo della forma. Una era l'Aglianico del Vulture Canneto 2000 di D'Angelo, davvero portentoso all'olfatto e al gusto. Balsamico, tostato, erbaceo, ma anche un grande frutto al naso e un finale “animale”, sanguigno; giustamente corposo, lungo, equilibrato, elegante. La mia valutazione è di ****.
Ed è un **** anche l'altro vino, una delle mie Barbera preferite. Parlo della Barbera d'Asti Superiore Barslina, annata 2000, di Ezio e Renato Trinchero. All’olfatto ha complessità rara di erbe e spezie, anice, tabacco, frutta e fiori rossi appassiti. L’alcolicità è ben dosata, l’acidità del vitigno pienamente rispettata e ulteriormente abbellita da grande sapidità. Tannini gentili, morbidezza giusta, elegante e lungo, con finale avvolgente ma per nulla ruffiano. Una Barbera paradigmatica. A un prezzo quasi irrisorio (sulle 15 euro).
Provatela, provateli.

postato da AndreaScanzi alle ore dicembre 07, 2008 20:53 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: scanzi canneto barslina trincher

venerdì, 05 dicembre 2008

Il Dolcetto sale e pepe

rolando_r08_c01Ecco un Dolcetto da provare: il Sorì Bricco Maiolica Superiore. Un Dolcetto di Diano d'Alba, piccola e preziosissima enclave di Dolcetto, sopra Alba, dove opera anche l'ottimo Claudio Alario.
Bricco Maiolica, di Angelo e Beppe Accomo, è una delle aziende che meglio interpretano il Dolcetto di Diano d'Alba. Ho degustato ieri con Linda il Superiore 2006. La mia valutazione è di ***++.
Ottimo Dolcetto. Soprattutto personale, quasi nevrile (eeeh?).
Non puoi non riconoscerlo, è un Dolcetto "sale e pepe", nel senso di un'accentuata sapidità e di una palese "pepatura", sia all'olfatto che come aroma di bocca. Davvero curioso, di gran personalità. Per il resto, ha quel frutto-e-polpa (rossa, of course) che il Dolcetto deve avere, unito a serbevolezza e morbidezza data dal vitigno (non dalle tecniche di affinamento). Corpo non comune per un Dolcetto ambizioso, elegante, di buona persistenza.
Di diritto e d'acchito tra i miei preferiti.

postato da AndreaScanzi alle ore dicembre 05, 2008 15:20 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: scanzi bricco maiolica dolcetto

Chi sono

Utente: AndreaScanzi
Nome: Andrea Scanzi
Giornalista e scrittore. Scrivo ne La Stampa. Ho curato con Enrico Mattesini i testi dell'autobiografia di Roberto Baggio (Una porta nel cielo/Il sogno dopo, Limina 2003) e firmato Il piccolo aviatore (Limina 2002 Premio Sporterme), C'è tempo (PeQuod 2003), Canto del Cigno (Limina 2004 Premio Coni) e Ivano Fossati, Il volatore (Giunti 2006). Sono Sommelier e Degustatore Ufficiale Ais.


Legenda delle Valutazioni

* Vino deludente

** Vino senz'anima

*** Vino di buon livello

**** Vino di grande livello

***** Vino indimenticabile

(Tre "+" fanno un "*")

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