Ieri e sabato sono stato a Sorsi d'autore. Ho presentato Elogio dell'invecchiamento con Roberto Cipresso prima e Bruno Gambarotta poi. Ho per entrambi una grande stima.
Sabato abbiamo cenato alla Casa Pierina, agriturismo di Villafranca (VR). Domenica in pieno centro a Verona, al Bar Ristorante Dante. Una delle proprietà dei Viticoltori Tommasi (di cui fa parte anche il bel resort Villa40, dove ho soggiornato).
A Sorsi d'autore sto molto bene, è una splendida manifestazione e conto di tornarci presto.
Con i vini veneti, soprattutto veronesi, ho un po' meno fortuna.
Nella due giorni mi sono imbattuto in bottiglie mai appaganti sino in fondo. Tralascio un Enantio della Valdadige, inopinatamente gravitato da quelle parti (che c'entrava con la territorialità).
Onesto il Bianco di Custoza Piona. Meno convincente il Merlot Piona Campo Massimo 2005, concentrato e stancante.
Di Tommasi ho sentito un curioso Bianco di Custoza Brut, felice in entrata di bocca ma con un finale disorganico (?) e disunito, con una tendenza morbidona che avrei preferito non sentire.
Molto legnoso e tostato il Soave.
Alla fine la bottiglia che più mi ha convinto è stato il Prosecco di Valdobbiadene Brut di Silvano Folador, che merita un ***.
Spero, in futuro, di essere più fortunato, ma capisco sempre più perché Angiolino Maule sia andato a cercare una originalità spietata con le sue Garganega.
Sono per me giorni intensi e discretamente enologici.
Da giovedì a sabato sarò a Saint Vincent, per il Concorso Internazionale di vini di montagna. Un'esperienza che racconterò, e già so dove.
Vi lascio segnalandovi un riuscito Dolcetto d'Alba dipoche pretese e ottimo rapporto qualità prezzo. E' quello di Andrea Oberto, azienda di La Morra celebre per i Barolo. E' un Dolcetto che fa solo acciaio, un base felice e di grande bevibilità. Il Piemonte continua a convincermi e conquistarmi. Merita un ***+ pieno, come bottiglia da tutto pasto se la cava egregiamente (se il pasto non è troppo impegnativo).
Stay tuned.
Rieccoci.
Era da un po' che non ci sentivamo. Chi volesse seguirmi, può farlo su La Stampa (cartaceo e web), oltre che sul profilo Facebook e sul blog di MicroMega. Ho più ramificazioni della sinistra radicale.
Torno a scrivere qui perché nei prossimi due weekend avrò piacevoli impegni enologici. Sabato (ore 17) e domenica (ore 10) sarò una seconda volta a Sorsi d'Autore, Verona. Presenterò Elogio dell'invecchiamento e dialogherò con Roberto Cipresso (sabato) e Bruno Gambarotta (domenica).
Dal 2 al 4 luglio sarò invece al Concorso internazionale vini di montagna, a Saint Vincent. Coglierò l'occasione per un nuovo pellegrinaggio in Langa.
Come vi avevo anticipato, presto avrete novità sul fronte libri.
Martedì scorso sono stato, come un anno fa, a Capolavori a tavola, l'happening del macellaio Simone Fracassi. Nel prossimo post ne parlerò più diffusamente.
Qui vi segnalo alcuni vini provati di recente.
Cortona Syrah D'Alessandro 2006. ***+. Vino che conosco a memoria. La 2006 vede la presenza del piemontese Vietti. Le ultime annate erano parse all'azienda troppo "commerciali", da qui la voglia di un gusto meno scontato. E' una bottiglia (base) appagante. Aumenta la nota fruttata (ma non legnosa), ci sono i fiori rossi secchi e la speziatura del varietale. Tannino decisamente presente. Per motivi ignoti, riscontro per retrolfazione un sentore di formaggio erborinato (in tre bottiglie su tre). Non so quanto è voluto. Un syrah quasi rustico, se l'è cavata con la tagliata di bisonte che ho provato ieri dal mio amico Comanchero a Cortona.
Lacrima di Morro d'Alba Sensazioni di Frutto 07 Mancinelli ***+. Mancinelli è il re della Lacrima di Morro d'Alba, vitigno autoctono marchigiano un po' snobbato. E' molto fruttato di suo, questa versione "esonda" frutti di bosco al naso. Mirtillo puro. L'ho provato al ristorante Undici, dal mio amico Fabrizio Ravanelli, a Cagli. Prezzo molto competitivo (sui 12 euro al ristorante). Bottiglia "facile", ma elegante e da tutto pasto. Colore carico, rosso porpora. Il varietale è pienamente rispettato.
Dolcetto d'Alba 2007 Trifolè Bruno Rocca ***+. La parola giusta è: onesto. Non mi aspettavo molto da questa bottiglia, Bruno Rocca è noto per i suoi Barbaresco (soprattutto il Maria Adelaide), ma questa bottiglia è pulita, senza pretese ma ben fatta. Merita l'assaggio.
Dolcetto di Diano d'Alba Montagrillo 06 Claudio Alario ***. Alario è una garanzia, probabilmente il più bravo tra i produttori del Diano d'Alba. Forse gli preferisco il Costa Fiore, e certo il Superiore Pradurent ha altro corpo e ambizioni, ma è anche il Montagrillo non delude. Tenete però conto che io ho un debole - dichiarato - per il Dolcetto.
Dolcetto d'Alba 2007 Enzo Boglietti **++. Boglietti fa Barolo straordinari, e non solo quelli (Barbera. Langhe Rosso). Sul Dolcetto punta poco, quello migliore è il Tigli Neri. Questo base è l'ultimo dei suoi interessi, e (un po') si sente. Anonimo.
Lagrein Grieser 2006 Cantina Gries **++. La Cantina Gries fa grandi Lagrein, il Prestige Line su tutti. Ma l'anno scorso ricevette qualche critica. Avendo sentito questo Grieser 2006 (lo '07 mi dicono essere molto superiore), capisco il perché. Un Lagrein-Pinocchio, un po' troppo furbetto per i miei gusti.
Cooperativa La Kiuva Valle d'Aosta Pinot Noir 2005 **+. Vino davvero originale, forse anche troppo. Trasuda speziatura, di ogni sorta. L'azienda è lodata per l'Arnad-Montjovet Superiore. Con il Pinot Nero riscontra qualche difficoltà. Non esaltante.