Qualche giorno fa mi è arrivata una bottiglia di Otello Dry Ceci. L'azienda di Torrile, Parma, è tra le leader del Lambrusco. E questo grazie in primo luogo alla serie Otello (il Nero di Otello, ovvero il riuscito base, oppure il celebratissimo Linea Oro Gold).
Sono Lambrusco molto cremosi, morbidi, accativanti e appaganti. Particolarmente lodati dalla critica (e per il Lambrusco non è scontato).
Ceci è molto attenta anche al marketing, alle forme particolari delle bottiglie, all'immagine. Già che ci sono, migliorerei anche i tappi, non nel senso che perdono o sono difettati, ma intendendo - più prosaicamente - il fatto che sono durissimi ad aprirsi e comportano slogature multiple.
Di Ceci apprezzo anche - per certi aspetti soprattutto - i rosati.
Ora è la volta di questo Otello Dry, uno spumante secco a tripla rifermentazione ("Metodo Ceci") non comune sin dall'uvaggio: Sauvignon e Lambrusco Marani. Ne deriva un vino particolarmente citrino all'olfatto, con le note verdi del sauvignon, e poi mela verde e pompelmo. Il tutto mitigato in morbidezza dal Lambrusco Marani, varietà non nobilissima ma qui ben trattata.
E' un vino dal bel colore giallo paglierino, di discreto perlage, fine ed equilibrato, che sa detergere nell'abbinamento col cibo (pesce, fritture di verdure, affettati e formaggi freschi non elaborati).
Pecca un po' in persistenza, ma è inevitabile.
Un vino originale ma non strampalato, che vi consiglio per una serata diversa.
La mia valutazione è ***+.
